Narra un’antica leggenda che i primi ad avvistare l’Antartide furono i navigatori Maori, quasi mille anni fa, ma il continente comparve per la prima volta sulle carte geografiche soltanto nel XVI secolo. I grandi navigatori di quell’epoca si avvicinarono, ma non riuscirono a raggiungerlo e ne negarono l’esistenza. Miglior fortuna ebbero in seguito i cacciatori di foche, che all’inizio del secolo scorso toccarono per primi le coste della Penisola dell’Antartide.

Quasi cento anni dopo, un nuovo impulso alla conoscenza del continente venne dal mondo scientifico internazionale. Furono gli anni della corsa al Polo, legata ai nomi Shackleton, Amundesen e Scott, protagonisti del più recente capitolo della storia delle grandi scoperte geografiche, prima della conquista della Luna.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, furono costruite in Antartide le prime basi di ricerca scientifica, che oggi ospitano oltre cinquemila persone durante l’estate australe. Seppur non residenti in senso stretto, sono la vera popolazione dell’Antartide.

Ben più numerosi giungono i turisti, che da oltre venticinque anni sono attratti dal continente dei ghiacci. Si calcola che nella stagione 93-94 siano stati più di diecimila. I primi visitatori arrivarono a bordo di navi militari con spedizioni private, in una grande avventura a scapito di ogni confort. Nel corso degli anni questa forma di turismo si è notevolmente evoluta e dei primi viaggi rimangono solo lo spirito di scoperta e la curiosità della conoscenza diretta, che spingono un numero sempre più grande di persone a visitare l’Antartide.

Le navi che si usano oggi sono estremamente confortevoli e dotate delle strumentalizzazioni più moderne. Sono classificate rompighiaccio e si possono considerare grandi yacht privati, che offrono un’elevata qualità di servizio ad un numero limitato di ospiti.

Piccoli gruppi di passeggeri vengono accompagnati da esperti di livello internazionale, per rendere minimo l’impatto ambientale delle escursioni in questa regione della Terra così vulnerabile dal punto di vista ecologico.

L’ Antartide non è e non potrà divenire una destinazione turistica, ma è l’obiettivo di un viaggiatore di avventura e di scoperta. Un viaggio per chi del nostro pianeta vuole conoscere quasi tutto e anche questo luogo, regno di pinguini, delle foche e delle balene, dove è bene che l’uomo lasci ogni cosa com’ è.

 

 

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