Home page > Forum racconti di viaggio > Brasile

Viaggio in Amazzonia

(3 posts)

 
  1. adelchibaresi
    Membro

    In Brasile ci siamo stati soprattutto per vedere da vicino l'Amazzonia. Per questo ci siamo fermati molto poco a Rio, preferendo dirigerci subito verso Manhaus. Il primo posto che abbiamo visitato è stato il mercato del pesce. C'erano delle specie veramente spettacolari, dal tiraruchù al tabachi, grandi quanto una persona. Una volta tagliati questi pesci perdono un'incredibile quantità di sangue!

    Dopo il mercato è stato il turno della Scadra Mazonas e del porto. Il fenomeno dell'alta marea è impressionante. Le acque del Rio delle Amazzoni riescono ad arrivare anche a 12 metri! Rintracciamo una barca per risalire il fiume. Siamo stati fortunati nella scelta dell'imbarcazione, era veramente ben equipaggiata. Cibo, amache e tutto il necessario, eravamo prontissimi a risalire il Rio Negro!

    La navigazione è durata un giorno intero, fino ad approdare ad un piccolo villaggio, dove abbiamo fatto la conoscenza con una famiglia di Cablocos, dei meticci spagnoli e indios che abbiamo aiutato nella preparazione del pesce per la cena. Evidentemente i pesci non erano male, visto che è perfino giunto un caimano a rubarcene un po'! A quel punto dovevamo catturarlo. Abbiamo organizzato una spedizione notturna (molto emozionante). Dopo cena ci siamo avventurati lungo il fiume, pagaiando in canoa fino ad individuare un esemplare di quasi due metri. Il nostro capo spedizione riesce a catturare il caimano. La coda è stata quindi fatta a fettine riuscendo a deliziarci per bene due giornate, gustandola alla brace. Il sapore assomiglia a quello del pollo... ma anche a quello del pesce, e incredibilmente risulta abbastanza gustoso. Soprattutto: vogliamo mettere la soddisfazione di essere riusciti a catturare e mangiare un caimano del Rio delle Amazzoni? :)

    Dopo questa esperienza cominciamo un giro nella foresta. Avevamo individuato una pianta d'acqua, dalla quale ci siamo dissetati direttamente. Da un tronco largo quasi dieci centimetri siamo riusciti a bere in quattro: il liquido era molto dissetante. Nel giro di perlustrazione ci è stato anche spiegato quali bacche fossero commestibili e quali no. Ci spiegano anche che l'unico elemento che non si riesce a reperire in Amazzonia è il sale, per cui nel caso dovessimo smarrirci è importante riuscire a trovare ossa di animali: sembra che il loro interno possegga una componente salina che permette di evitare la pazzia (conseguenza dell'assenza di sale).

    Navigando in pagaia la giungla allagata abbiamo avvistato animali di tutti i tipi. Un'esperienza talmente unica che decidiamo di ridiscendere tutto il Rio delle Amazzoni. Al termine del nostro giro è stato veramente arduo cercare di prendere un biglietto per la barca a Manhaus. Capodanno è veramente uno dei periodi più problematici dell'anno in questi casi. Alla fine rimediamo due posti in prua, dove chiaramente dormiremo in un'amaca.

    Prima di imbarcarci passiamo un po' di tempo a Alteb Schao. C'è una lunga lingua di sabbia bianca, tipo Maldive, in mezzo al Rio delle Amazzoni, che crea un forte contrasto con l'acqua marrone. Qui abbiamo fatto un bel bagno, purtroppo con tanto di scarpe, vista la presenza di un pesce con un aculeo leggermente velenoso (una bella puntura non sarebbe stata auspicabile visti i cinque giorni di navigazione che ci attendevano). La nave su cui ci imbarchiamo è una vera propria chiatta, con tre strati di amache e una baraonda di polli, maiali, strani macchinari e tantissime persone, in un gran miscuglio di etnie.

    La prima sera ci siamo affidati alla mensa di bordo ma, mentre mangiamo il riso con i fagioli, un signore ci avverte di non mangiarlo più. Sembra che fosse pieno di vermi. Diffidenti prendiamo una pila per controllare, e con molta amarezza ci accordiamo che il signore non stava proprio mentendo! Inutile dire che, schifati, abbiamo interrotto il pranzo a metà!

    La notte è passata nella massima tranquillità, nonostante le zanzare. Abbiamo conosciuto tante persone, di qualsiasi tipo, dal cercatore d'oro all'indios pieno di mercanzie da vendere, dal Brasiliano in cerca di terreni da comprare a un folle turista affascinato dalla sua incredibile esperienza.

  2. tinaconti
    Membro

    Anche io sono stata in Brasile nel periodo dell'anno nuovo, ma la mia esperienza è stata completamente diversa. (ma d'altronde il Brasile è una terra talmente grande...). Ho soggiornato soprattutto a Natal. Mare stupendo e dune bellissime riscattavano una città in sé un po' bruttina e con poco da offrire. Ci avevano assicurato divertimento ed era un po' quello che ci aspettavamo al piccolo albergo a Fortaleza per il Capodanno (parlo del 96).

    Avevamo noleggiato un Zumbaghi con autista, per esplorare da vicino le dune del paese. Lo consiglio a tutti quelli che decidono di recarsi a Natal, è stata un'esperienza veramente molto divertente. La zona di Fortaleza è incredibile, piena di locali e di giovani. Abbiamo conosciuto un ragazzo che ci ha portato nelle "boites" più strane di Natal, delle specie di discoteche molto economiche e con il volume della musica molto basso. Lì abbiamo conosciuto molta gente, e ci siamo accordati con un ragazzo per andare il giorno seguente a fare un giro con le jungadas, delle barche caratteristiche con la vela a forma di triangolo.

    Il giorno successivo abbiamo visitato un piccola barriera corallina (più o meno lunga un chilometro), con una miriade di pesci coloratissimi. La giornata ideale: dolce far nulla guardando i pesci con le maschere, mangiando e bevendo "Bolas id bacalao" (palline di merluzzo), noccioline, cocco e birra.

    Riportatemi li'! Tornati a Natal con le jungadas, ci aspettava un'altra notte frizzante in giro per Natal fino all'alba.

  3. GiulianaFormicola
    Membro

    Brasile ecologico: “Tre ecosistemi”
    3-24 agosto 2009

    L’aria è immobile, si può realmente dire che non si muove un filo d’erba, la canoa scivola sull’acqua e si avverte appena lo sciabordio provocato dalla pagaia che si immerge leggera. A manovrarla è Allan, l’indio proveniente da uno dei villaggi della riserva e che lavora alla Pousada Uacari come guida. Parla l’inglese e ne va giustamente fiero; gira con un piccolo arpione che usa, di tanto in tanto, per pescare soprattutto l’ottimo pesce gatto.
    Siamo nel fitto della giungla e la luce che filtra attraverso il fogliame è verde smeraldo, a momenti ci raggiunge qualche intenso profumo che a ragione potremmo definire “tropicale”!
    Siamo nel cuore della foresta Amazzonica, sono le prime ore della mattina, quando il caldo è ancora sopportabile, e siamo in cerca di qualche avvistamento: scimmie, bradipi, caimani, martin pescatori, delfini inia….

    Sono finita in questa parte di mondo dopo aver avuto tra le mani un minuscolo libro, “L’inchiostro del viaggiatore” di Gilles Lapouce, regalatomi da mia figlia. L’autore, in due capitoli successivi, affianca due mondi che fino a questo momento non mi era mai passato per la mente di mettere a confronto: l’India settentrionale e l’Amazzonia. Il mio ultimo viaggio era stato per l’appunto nel Rajasthan… non ho potuto fare a meno di recarmi in Brasile… ed eccomi qui.

    Quest’anno le piogge sono state molto abbondanti ed il livello dell’acqua è alto. Nei giorni che abbiamo trascorso qui non abbiamo mai messo piede a terra. Per quattro giorni abbiamo vissuto sull’acqua; ci muoviamo sempre con le canoe o con agili lance a motore. Questa è la Riserva di Mamirauà: un angolo di paradiso incontaminato. Per raggiungerlo abbiamo volato da Manaus su di un piccolo bimotore ad elica che ci ha portato a Tefè, una cittadina nell’estremo ovest dell’Amazzonia brasiliana, che vista dall’alto appare come una piccola macchia di tetti colorati spersa in uno sconfinato oceano verde. Da Tefè una barca a motore ci ha portato fin qui dopo circa un’ora e mezza di navigazione in ciò che ci siamo abituati a definire con una sola parola: lussureggiante.
    Non c’è radio, non c’è televisione, non c’è campo per il telefonino; c’è, in compenso, un insieme di persone sorridenti ed accoglienti. La Pousada è un lodge galleggiante. I vari bungalows che la compongono sono collegati tra loro da passerelle di legno sospese tra un locale e l’altro. Ogni singolo alloggio è dotato di un terrazzino arredato di amache e ombreggiato da un tetto di foglie di palma. Ho trascorso in questo angolo di mondo dei momenti di una tranquillità assoluta dondolandomi al fresco e scrutando le acque nel tentativo di avvistare George, il caimano che vive tra i tronchi galleggianti che sostengono la nostra dimora…
    Tra le varie uscite che abbiamo fatto c’è stata anche la visita ad un villaggio indio: le case sono palafitte – il livello dell’acqua nel corso dell’anno cambia anche di 14 metri! – e quindi i bimbi fanno il se pur breve tragitto casa-scuola in canoa. Nella scuola in cui siamo entrati però sono scomparse tutte le differenze tra il nostro mondo e il loro: tanti visini incuriositi, tanti piccini seduti tranquilli che consumavano la merenda di metà mattina, alle pareti disegni coloratissimi e scritte fatte con mani incerte, in fondo all’aula una lavagna piena di numeri. Il loro atteggiamento tranquillo è durato comunque poco, passati i primi momenti di timidezza hanno cominciato ad alzarsi, a girovagare tra i banchi, ad avvicinarsi a noi che eravamo più curiosi di loro.

    Prima di Mamirauà siamo stati in Pantanal nel Mato Grosso: il paradiso degli uccelli e dei caimani.
    Cosa ricordo? I colori sfumati del plenilunio che ci ha accolto la sera del nostro arrivo. La luce dorata dell’alba sulla foresta silenziosa, dall’alto di una torretta di avvistamento antistante la Fazenda che ci ospitava. La prima passeggiata alla ricerca degli animali al loro risveglio, la pesca dei piranha, in canoa, lungo uno dei numerosi rami del Pantanal river che attraversa la zona. La sera abbiamo mangiato una zuppa fatta con il frutto del “nostro lavoro”!!! Veramente gustosa, brava la cuoca!
    La mattina ci si svegliava con il canto di numerosissimi uccelli – mai visti tanti tutti insieme, la siesta pomeridiana era appena appena disturbata dallo stranissimo verso delle “scimmie urlatrici”, la sera erano le ranocchie che ci accompagnavano in camera, non solo con il loro gracidare ma anche con la loro reale presenza. Ci era stato annunciato da un cartellino all’ingresso della nostra camera ma non ci avevo creduto: “nel bagno potrebbero esserci delle rane” e così è stato; ne abbiamo trovata una piccolissima, non più di 2 cm, che timidamente si era rifugiata in una pozzetta umida del lavabo.

    Abbiamo fatto la terza tappa all’isola di Marajò: abbiamo alloggiato in una Pousada dal favoloso stile coloniale dove la padrona di casa, la signora Circe, ci ha accolto, il giorno del nostro arrivo, con spaghetti conditi con il ragù alla bolognese e pane appena cotto nel forno subito fuori della cucina. Circe ci ha veramente incantato con la sua cucina; Claudio, il marito, ci ha fatto conoscere le numerose essenze medicamentose della foresta e ci ha portato a cavallo ma soprattutto in groppa ai bufali d’acqua! Bestie dispettose questi bufali: quasi inamovibili al nostro comando, agili fino al galoppo quando a guidarli era il loro guardiano.

    Infine gli ultimi due giorni li abbiamo trascorsi a Barreirinhas, visitando il parco nazionale “Dos Lençois Maranhenses”: una distesa di sabbia bianca e finissima trapuntata di lagune di acqua dolce azzurra e fresca. Nel fare il bagno in queste pozze nelle ultime ore della giornata abbiamo avuto la netta sensazione di vivere un sogno ad occhi aperti… Sembrava di stare in un mondo irreale, tutto sui toni del bianco e dell’azzurro, senza alcun rumore se non il sibilo del vento che modificava continuamente le creste delle dune.

    Viaggio indimenticabile... organizzazione prerfetta...viene la voglia di ripeterlo…
    Giuliana Formicola


Feed RSS per questa discussione

Replica

Devi aver fatto il login per poter pubblicare articoli.

Attenzione: le immagini e, più in generale, ogni informazione riportata nei contenuti dei messaggi qui presentati, sono pubblicate dietro la piena e diretta responsabilità dei titolari di ogni singolo messaggio. Non è dunque possibile ritenere questo sito in alcun modo responsabile delle eventuali violazioni delle vigenti normative di tutela dei diritti di proprietà delle immagini che appariranno all'interno dei messaggi di questa sezione.
2007 © Tour2000 S.r.l. - P.I. 01445850421 | Privacy Policy web design by extera