Il Brasile più selvaggio: le emozioni del Pantanal di Paolo Baldi

L’asfalto finisce di colpo in quella che da qualche chilometro è diventata una sterminata pianura, poi un grande cancello di legno segna il confine in modo netto, annunciando l’inizio di una lunghissima sterrata che entra nel cuore dell’«opera selvaggia», in un angolo di mondo che regala brividi a ogni metro riempiendo la scena con una natura esagerata.

Siamo in Brasile, nello Stato del Mato Grosso, e la linea sopraelevata e i ponti infiniti che attraversano l’immenso «Pantanal» ci accompagnano in un sogno primordiale; in un crescendo che culmina con l’incontro con la sintesi assoluta della bellezza dell’America: gli occhi del giaguaro.
Sono probabilmente pochi i luoghi del pianeta nei quali è possibile assistere a uno spettacolo naturalistico grandioso come quello del Pantanal: 140 mila chilometri quadrati al confine con Paraguay e Bolivia che le piogge e l’acqua di grandi fiumi allagano per buona parte dell’anno. Una «fabbrica »di biomassa in grado di sostenere una popolazione animale incredibile: qui vivono le cicogne più grandi della Terra, gli jabirù, il simbolo della regione, e i capibara, roditori acquatici che raggiungono i 50 chili. Qui prospera la più importante popolazione di giaguari dell’America Latina, con esemplari maestosi di oltre 140 chili che – particolare fondamentale – è possibile incontrare con relativa facilità.
Qui gli aironi, gli ibis e i caimani occupano ogni angolo, condividendo lo spazio con le are giacinto, i pappagalli più grandi, belli e rari del mondo, e lasciando senza parole il viaggiatore.
Questo viaggio nello stupore, certamente una perla da collezionare tra le tante che Tour2000 di Ancona e Torino propone a chi subisce il fascino del Sudamerica, inizia dalla città di Cuiabà, e lo show parte già dagli oblò dell’aereo in atterraggio: lo crea il «cerrado », la savana brasiliana che più a Sud, incontrandosi con l’acqua, si trasforma nella palude più bella.
Scesi dall’aereo la prima tappa è Poconé, la «capitale» del Pantanal nata 230 anni fa grazie a una corsa all’oro che non è ancora finita, testimoniata dalle montagne di terriccio setacciato amano dai cercatori.
Oggi i «garimpos» sono una attrazione turistica, così come il bellissimo pavé coloniale che ancora resiste nelle stradine più antiche. Fatta la conoscenza con la squisita cucina matogrossense nella Pousada Pantaneira, saltando dalla jucca all’ananas allo spiedo, si lascia Poconé per percorrere gli ultimi chilometri d’asfalto: poi arriva il grande cancello di legno, e con la Transpantaneira inizia l’incredibile.

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